top of page

BAU LÜTZ

Work in progress

La versione mobile del sito è in fase di realizzazione.
Per ora, aprite questo sito da computer.

MICOL RACCONTA

Una lettera
dalla titolare

A chi entra in Bau Lütz,

Bau Lütz è nata prima di tutto intorno a una domanda: come possiamo costruire luoghi nei quali l’essere umano possa vivere meglio?

È una domanda che mi accompagna da tempo e che, ogni volta che provo a seguirla fino in fondo, si allarga.

Una casa ci deve proteggere dal caldo, dal freddo, dal vento, dal rumore. Deve permetterci di respirare bene, di avere luce quando serve e ombra quando ne abbiamo bisogno. Ci sono i materiali che tocchiamo, le superfici che vediamo ogni giorno, il giardino fuori dalla finestra, l’acqua, gli alberi, il paesaggio.

Poi ci sono cose più difficili da misurare e che, eppure, riconosciamo immediatamente quando entriamo in un luogo.

Una proporzione giusta. Una stanza nella quale ci sentiamo bene. Una luce che cade in un certo modo. Il colore di una parete. Una scala che invita a salire. Una finestra che apre lo sguardo. Una porta che segna davvero il passaggio da uno spazio a un altro. Un luogo comune nel quale viene spontaneo fermarsi e incontrare qualcuno.

È anche da qui che nasce il mio modo di pensare Bau Lütz.

Un edificio, per me, vive delle relazioni che riesce a creare: fra chi lo abita e lo spazio, fra la materia e la luce, fra l’interno e ciò che c’è fuori, fra il clima e la costruzione, fra ciò che troviamo e ciò che decidiamo di trasformare. Anche la tecnica entra in questa relazione. Così come entrano il paesaggio, il quartiere, le persone che vivranno vicine, il tempo.

Per questo, quando parliamo di efficienza energetica, di impianti, di materiali, di ingegneria o di nuove tecnologie, la domanda che mi interessa arriva sempre dopo: che cosa cambierà realmente nella vita di chi userà questo edificio?

Costruire significa anche pensare al tempo.

Una casa non finisce il giorno in cui vengono consegnate le chiavi. Continuerà a vivere durante estati sempre più calde, inverni, piogge, cambiamenti delle famiglie, nuovi modi di lavorare e di abitare. Potrà passare da una generazione all’altra. Avrà bisogno di manutenzione, qualche volta di trasformarsi, forse di accogliere persone con esigenze diverse da quelle per cui era stata pensata all’inizio.

Mi piace l’idea che un edificio possa invecchiare bene. Che i materiali siano scelti anche pensando a quello che diventeranno. Che uno spazio possa continuare a essere utile e piacevole senza dover essere continuamente cancellato e rifatto.

E poi c’è la bellezza.

Per me ha un posto preciso nel costruire. Ha a che fare con l’equilibrio, con la cura, con la qualità che percepiamo anche quando non sappiamo darle un nome. Credo che gli spazi nei quali trascorriamo la nostra vita abbiano un’influenza su di noi molto maggiore di quanto normalmente immaginiamo.

È anche per questo che mi interessa il rapporto dell’architettura con l’arte.

Un giardino può essere pensato con la stessa attenzione con cui si pensa una stanza. La luce può diventare parte della composizione. Una pietra lavorata, un legno, una superficie, un colore, un oggetto disegnato appositamente per uno spazio possono cambiare il carattere di tutto l’insieme. Qualche volta il particolare più piccolo è quello che resta nella memoria.

Non credo che ogni edificio debba raccontare tutto o attirare continuamente l’attenzione. Mi piacciono anche le cose che si scoprono lentamente, vivendo un luogo.

Bau Lütz è anche un luogo nel quale vogliamo continuare a studiare.

Studiamo ciò che è stato fatto prima di noi, ciò che ha resistito nel tempo e ciò che invece ha mostrato i propri limiti. Guardiamo quello che architetti, ingegneri, artigiani e ricercatori stanno sperimentando oggi. Ci interessano la storia dell’architettura, le tecniche costruttive, i materiali, il clima, il paesaggio, le forme dell’abitare e naturalmente l’arte.

Ogni progetto, però, comincia da capo.

Un terreno non è un altro terreno. Una casa sul lago non chiede le stesse cose di un edificio nel centro di una città. Una villa esistente porta con sé una storia che una nuova costruzione ancora non ha. Anche le persone sono diverse. È questo che rende il nostro lavoro così interessante e, nello stesso tempo, così impegnativo.

Questo sito nasce anche dal desiderio di raccontare qualcosa di questo percorso.

Ci saranno i nostri progetti e le nostre pubblicazioni, ma vogliamo condividere nel tempo anche una parte delle ricerche che ci accompagnano. Mi piacerebbe che chi arriva qui potesse trovare una casa da costruire o un edificio da trasformare e, magari, uscire dal sito anche con una curiosità in più sull’architettura, sui materiali, sul clima o sul modo in cui uno spazio può incidere sulla nostra vita.

Bau Lütz, nella sua forma attuale, è una realtà giovane. Preferisco dirlo con semplicità.

Le persone che ne fanno parte portano con sé esperienze, professioni, studi e lavori maturati molto prima della nascita dell’impresa. Ora stiamo cercando di mettere queste competenze in relazione e di trasformarle, progetto dopo progetto, in un modo di lavorare che sia riconoscibile attraverso quello che costruiremo.

La credibilità, alla fine, dovranno darcela le opere.

Vorrei che fra molti anni potessimo guardare gli edifici realizzati da Bau Lütz e riconoscere in ciascuno qualcosa del luogo nel quale è nato, delle persone per cui è stato pensato e del tempo che ha attraversato.

Vorrei anche che fossero edifici belli.

Che ci si stesse bene dentro.

Che la tecnologia facesse il proprio lavoro senza invadere la vita.

Che consumassero con intelligenza, che proteggessero dal clima, che fossero costruiti con cura e che mantenessero nel tempo una propria dignità.

Se siete arrivati fino a questa pagina, forse state pensando a una casa, a un terreno, a un edificio da recuperare, a un luogo nel quale lavorare, imparare, curare o vivere insieme.

Oppure avete semplicemente voluto capire qualcosa di più su chi c’è dietro Bau Lütz.

In entrambi i casi, sono contenta che siate arrivati fin qui.

Per me costruire significa, prima di tutto, prendersi cura di un luogo e delle persone che lo abiteranno.

Benvenuti in Bau Lütz.

Micol Abigail Lütz

Titolare, Bau Lütz

A chi entra in Bau Lütz,

Bau Lütz è nata prima di tutto intorno a una domanda: come possiamo costruire luoghi nei quali l’essere umano possa vivere meglio?

È una domanda che mi accompagna da tempo e che, ogni volta che provo a seguirla fino in fondo, si allarga.

Una casa ci deve proteggere dal caldo, dal freddo, dal vento, dal rumore. Deve permetterci di respirare bene, di avere luce quando serve e ombra quando ne abbiamo bisogno. Ci sono i materiali che tocchiamo, le superfici che vediamo ogni giorno, il giardino fuori dalla finestra, l’acqua, gli alberi, il paesaggio.

Poi ci sono cose più difficili da misurare e che, eppure, riconosciamo immediatamente quando entriamo in un luogo.

Una proporzione giusta. Una stanza nella quale ci sentiamo bene. Una luce che cade in un certo modo. Il colore di una parete. Una scala che invita a salire. Una finestra che apre lo sguardo. Una porta che segna davvero il passaggio da uno spazio a un altro. Un luogo comune nel quale viene spontaneo fermarsi e incontrare qualcuno.

È anche da qui che nasce il mio modo di pensare Bau Lütz.

Un edificio, per me, vive delle relazioni che riesce a creare: fra chi lo abita e lo spazio, fra la materia e la luce, fra l’interno e ciò che c’è fuori, fra il clima e la costruzione, fra ciò che troviamo e ciò che decidiamo di trasformare. Anche la tecnica entra in questa relazione. Così come entrano il paesaggio, il quartiere, le persone che vivranno vicine, il tempo.

Per questo, quando parliamo di efficienza energetica, di impianti, di materiali, di ingegneria o di nuove tecnologie, la domanda che mi interessa arriva sempre dopo: che cosa cambierà realmente nella vita di chi userà questo edificio?

Costruire significa anche pensare al tempo.

Una casa non finisce il giorno in cui vengono consegnate le chiavi. Continuerà a vivere durante estati sempre più calde, inverni, piogge, cambiamenti delle famiglie, nuovi modi di lavorare e di abitare. Potrà passare da una generazione all’altra. Avrà bisogno di manutenzione, qualche volta di trasformarsi, forse di accogliere persone con esigenze diverse da quelle per cui era stata pensata all’inizio.

Mi piace l’idea che un edificio possa invecchiare bene. Che i materiali siano scelti anche pensando a quello che diventeranno. Che uno spazio possa continuare a essere utile e piacevole senza dover essere continuamente cancellato e rifatto.

E poi c’è la bellezza.

Per me ha un posto preciso nel costruire. Ha a che fare con l’equilibrio, con la cura, con la qualità che percepiamo anche quando non sappiamo darle un nome. Credo che gli spazi nei quali trascorriamo la nostra vita abbiano un’influenza su di noi molto maggiore di quanto normalmente immaginiamo.

È anche per questo che mi interessa il rapporto dell’architettura con l’arte.

Un giardino può essere pensato con la stessa attenzione con cui si pensa una stanza. La luce può diventare parte della composizione. Una pietra lavorata, un legno, una superficie, un colore, un oggetto disegnato appositamente per uno spazio possono cambiare il carattere di tutto l’insieme. Qualche volta il particolare più piccolo è quello che resta nella memoria.

Non credo che ogni edificio debba raccontare tutto o attirare continuamente l’attenzione. Mi piacciono anche le cose che si scoprono lentamente, vivendo un luogo.

Bau Lütz è anche un luogo nel quale vogliamo continuare a studiare.

Studiamo ciò che è stato fatto prima di noi, ciò che ha resistito nel tempo e ciò che invece ha mostrato i propri limiti. Guardiamo quello che architetti, ingegneri, artigiani e ricercatori stanno sperimentando oggi. Ci interessano la storia dell’architettura, le tecniche costruttive, i materiali, il clima, il paesaggio, le forme dell’abitare e naturalmente l’arte.

Ogni progetto, però, comincia da capo.

Un terreno non è un altro terreno. Una casa sul lago non chiede le stesse cose di un edificio nel centro di una città. Una villa esistente porta con sé una storia che una nuova costruzione ancora non ha. Anche le persone sono diverse. È questo che rende il nostro lavoro così interessante e, nello stesso tempo, così impegnativo.

Questo sito nasce anche dal desiderio di raccontare qualcosa di questo percorso.

Ci saranno i nostri progetti e le nostre pubblicazioni, ma vogliamo condividere nel tempo anche una parte delle ricerche che ci accompagnano. Mi piacerebbe che chi arriva qui potesse trovare una casa da costruire o un edificio da trasformare e, magari, uscire dal sito anche con una curiosità in più sull’architettura, sui materiali, sul clima o sul modo in cui uno spazio può incidere sulla nostra vita.

Bau Lütz, nella sua forma attuale, è una realtà giovane. Preferisco dirlo con semplicità.

Le persone che ne fanno parte portano con sé esperienze, professioni, studi e lavori maturati molto prima della nascita dell’impresa. Ora stiamo cercando di mettere queste competenze in relazione e di trasformarle, progetto dopo progetto, in un modo di lavorare che sia riconoscibile attraverso quello che costruiremo.

La credibilità, alla fine, dovranno darcela le opere.

Vorrei che fra molti anni potessimo guardare gli edifici realizzati da Bau Lütz e riconoscere in ciascuno qualcosa del luogo nel quale è nato, delle persone per cui è stato pensato e del tempo che ha attraversato.

Vorrei anche che fossero edifici belli.

Che ci si stesse bene dentro.

Che la tecnologia facesse il proprio lavoro senza invadere la vita.

Che consumassero con intelligenza, che proteggessero dal clima, che fossero costruiti con cura e che mantenessero nel tempo una propria dignità.

Se siete arrivati fino a questa pagina, forse state pensando a una casa, a un terreno, a un edificio da recuperare, a un luogo nel quale lavorare, imparare, curare o vivere insieme.

Oppure avete semplicemente voluto capire qualcosa di più su chi c’è dietro Bau Lütz.

In entrambi i casi, sono contenta che siate arrivati fin qui.

Per me costruire significa, prima di tutto, prendersi cura di un luogo e delle persone che lo abiteranno.

Benvenuti in Bau Lütz.

Micol Abigail Lütz

Titolare, Bau Lütz

BIBLIOTECA EDITORIALE

Una biblioteca in continua evoluzione

Condividere una parte della ricerca significa contribuire a una maggiore consapevolezza dei temi che attraversano il costruire e l’abitare contemporaneo.

La ricerca Bau Lütz cresce insieme ai progetti, alle tecniche e alle domande poste dal costruire contemporaneo. Questa selezione non è esaustiva: rappresenta una parte del patrimonio di conoscenze che accompagna il nostro lavoro.

Conoscere meglio materiali, clima, forme, tecniche e storia dell’architettura permette di porre domande migliori prima ancora di cercare risposte progettuali.

bottom of page